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Palazzo Comunale

Al termine di Corso Mazzini, prima di sboccare in Piazza S. Agostino, ci si presenta con ampia gradinata esterna il palazzo Comunale. Anticamente la sede comunale trovavasi nella borgata di Mercato o Mercatello; ma a causa del rapido degrado idrogeologico di quest’ultima, venne acquistato nel 1448 uno stabile in Civita ove fu trasferita detta sede Comunale. Con l’inizio del regime politico-amministrativo dei Cardinali perpetui Governatori, occorreva fornire la città di una più adeguata sede.
Nominato Governatore il cardinale Domenico Grimani(1513-1523), e notato che la nostra Città era ancora priva di detta adeguata sede, ordinò che venisse ristrutturato l’antico palazzo in Rota già sede degli Anteregioni e Priori della detta contrada e sede distaccata comunale. Vista la miseria in cui il Comune navigava, propose di rinunciare al suo compenso di 500 scudi annui che la comunità gli doveva pagare fintantochè non fosse stata coperta la spesa dell’opera. Redatto quindi il progetto, venne iniziato e portato a termine il lavoro. In ricordo perpetuo del benemerito Prelato, sopra l’architrave dell’ingresso principale venne incisa la seguente epigrafe:
DO. GRI. EPISCHOP. PORT. CARD. S. MAR. PATRIAPCA. AQUILEIEN. BALNI. PP. GUBR.
(Domenico Gromani, Patriarca di Porto, Cardinale con il titolo presbiteriale di S. Marco, patriarca di Aquileia, Governatore perpetuo di Bagnoregio). L’11 giugno 1695, colpita la nostra città da un disastroso terremoto, Papa Innocenzo XII appena ricevuta la notizia elargì immediatamente 2000 scudi a favore degli indigenti; altri 6000 per i pronti restauti di chiese e case dei poveri, ed sentò per tre anni il Comune dalle imposte camerali che allora ammontavano a 1190 scudi annui. Dopo 17 anni, restaurate case e chiese, il Gonfaloniere Panfilo Brancazi fece togliere da sopra la porta d’ingresso e trasferire sopra la porta dell’archivio lo stemma cardinalizio del Grimani e, al suo posto, fece applicarci a perpetua memoria la seguente epigrafe:
INNO.XII. PONT. OPT. MAX. QUOD TERREMOTUS HUIC CIVITATI DIE XI IUNII MDCXCV NIMIS PERNICIOSI RUINAS ADMISERANS MAGNUM ET PRESENTANEUN PECUNIAE SUBSIDIUM TRASMISIT CIVITAS IPSA LIBERALI OPE RESTITUTA GRATAE MEMORIAE CONSULVIT CONFALONERIO(Panfilo Brancazi)ET ANNO DOMINI MDCCXII. (Innocenzo XII Pontefice Ottimo Massimo, commiserando le rovine prodotte in questa Città dal disastroso terremoto dell’11 giugno 1695, inviò un grande e pronto sussidio pecuniario. La stessa Città ricostruita con tale generoso aiuto provvide a tramandare il grato ricordo sotto il Gonfaloniere(Panfilo Brancazi) e nell’anno del Signore 1712). I bagnoresi però, che avevano tanto sofferto per il terremoto e per le altre ingiustizie e discriminazioni che il detto Gonfaloniere aveva fatto loro, visto che per vanagloria aveva fatto scrivere il suo nome nell’epigrafe, fecero immediatamente roicorso alla Congregazione della Consulta; questa, accolto il ricorso, nel 1713 ordinò che fosse scalpellinato il nome dell’ambizioso Gonfaloniere.
Nella parere ad angolo con l’ingresso, notiamo altra epigrafe ove si ricorda ai posteri che, con decreto del 18/06/1922, S.M. Vittorio Emanuele III Re d’Italia ricevuta richiesta da parte del Comun edi Bagnoregio, nell’occasione del settimo centenario della nascita del Serafico Dottore San Bonaventura e del seicentesimo della morte del divino poeta Dante Alghieri, autorizza il cambiamento del nome della nostra città da “Bagnorea” a “Bagnoregio” con in effetti in antico già si chiamava. Appena più sotto questa epigrafe, murata nella parete vi è la misura lineare campione che il nostro
Comune anticamente adottava. All’interno del grande salone, possiamo ammirare affrescata nella parete di fondo una bella Madonna con Bambino; opera questa del pittore romano caposcuola in Orvieto Ferdinando Sermei, eseguita nel dicembre del 1605. Nella parete di destra invece, possiamo ammirare in monumentale camino fatto costruire nell’anno 1592 dal Canonico Avvocato del Tribunale Ecclesiastico Don Coriolano Alemanni per il suo palazo di Civita. Ma nell’anno 1949 per non mandarlo a mal perire, venne smontato, trasportato e rimontato in questo salone ove fa bella mostra di sé.

Notizie tratte dal Volume “Bagnoregio e Civita” di Eletto Ramacci - 3^ edizione. Edito nell’anno 1994.

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Informazioni generali
Bagnoregio


Abitanti: 3807
Come arrivare a Bagnoregio:
Da Roma, via Cassia fino a Viterbo e prosecuzione per Bagnoregio. Dall'autostrada del Sole, uscita al casello di Orvieto
Distanze:
Viterbo Km. 30. Roma Km. 130. Firenze Km. 175. Siena Km. 130. Perugia Km. 75. Orvieto Km. 17. Mare (Tarquinia) Km. 70.



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