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La Cattedrale

Delimita il lato sud di Piazza Cavour la chiesa Cattedrale, affiancata a sinistra dall’Episcopio e a destra da uno slanciato campanile a torre. Il luogo ove attualmente sorge la Cattedrale, anticamente era occupato da altra chiesa dedicata alla Madonna della Neve. Nell’anno 1581 minacciando rovina la chiesa collegiata e parrocchiale di S. Nicola, che trovavasi qui di fronte nell’area oggi occupata dal Palazzo Barbaroux, il Vescovo, con sua ordinanza, trasferì provvisoriamente in S. Maria della Neve parrocchia e collegiata in attesa che venisse costruita una nuova chiesa. Ma, nonostante le deliberazioni del Consiglio Comunale e le oblazioni dei fedeli, la nuova chiesa non fu mai eretta. Così il Vescovo Tommaso Speradio decise che S.Maria della Neve venisse restaurata e adattata il meglio possibile, onde trasferirvi definitivamente sia la parrocchia che la collegiata. I lavori di ammodernamento terminarono entro la prima metà del 1606, ed il 4 agosto il Vescovo Carlo Trotti la aprì
ufficialmente al culto dedicandola a S.Nicola di Bari già titolare della chiesa abbandonata. Come già ricordato, l’undici giugno 1695, un violento terremoto rovinò tutta la città, particolarmente la contrada di Civita dove si trovava la Cattedrale, rimanendo così duramente colpita che si ritenne prossima la fine. La Santa Sede allora decise di trasferire la Cattedrale di S. Donato in Civita, nella collegiata di San Nicola in Rota. La decisione divenne legge, per effetto del Motu proprio “Super Universas” emanata da Innocenzo XII il 20 Febbraio 1699, e messo in esecuzione dal Vescovo Ulderico Nardi il 25 aprile dello stesso anno. Elevata a Cattedrale, fu immediatamente chiusa per i necessari adattamenti e abbellimenti. I lavori furono terminati entro il mese di Luglio del 1700 ed il vescovo procedette, il 26 dello stesso
mese ed anno, alla nuova consacrazione dedicandola ai due Santi titolari san Nicola e Donato. Passarono alcuni anni e si notò sempre più che la Chiesa Cattedrale era insufficiente; quindi, al Vescovo Giuseppe Aluffi fu fatto obbligo di ampliarla. In ottemperanza a tale ordine, il Vescovo provvide a far redigere il relativo progetto e, nel 1770, mise mano ai lavori. Tale ampliamento consistette nella costruzione della grande abside, la soprelevazione delle pareti laterali ed il getto della grande volta della navata. Al termine dei lavori, lo stesso Vescovo la consacrò di nuovo dedicandola ai Santi: Donato, Nicola e Bonaventura. Del lavoro eseguito fu lasciata memoria nella grossa epigrafe marmorea murata a destra di chi entra, sotto la cantoria. Giunto a Bagnoregio il Vescovo Gaetano Baluffi e notato che la facciata della Cattedrale era indecorosa, nel 1841 decide di ristrutturarla nella forma che la vediamo ora, lasciandone memoria nel fascione marcapiano. In seguito, negli anni 1881-1882, il Vescovo Raffaele Corradi la fece decorare; le decorazioni e i finti
marmi sono opera del pittore Achille Monti, mentre gli affreschi sono stati eseguiti dal pittore Fra Silvestro dei carmelitani Scalzi.

Notizie tratte dal Volume “Bagnoregio e Civita” di Eletto Ramacci - 3^ edizione. Edito nell’anno 1994.

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Informazioni generali
Bagnoregio


Abitanti: 3807
Come arrivare a Bagnoregio:
Da Roma, via Cassia fino a Viterbo e prosecuzione per Bagnoregio. Dall'autostrada del Sole, uscita al casello di Orvieto
Distanze:
Viterbo Km. 30. Roma Km. 130. Firenze Km. 175. Siena Km. 130. Perugia Km. 75. Orvieto Km. 17. Mare (Tarquinia) Km. 70.



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