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Sabato conclusivo per Caffeina 2010: la cittadella della cultura, che ha tenuto svegli i viterbesi in questi giorni, sta per salutare la città

Sabato conclusivo per Caffeina 2010: la cittadella della cultura, che ha tenuto svegli i viterbesi in questi giorni, sta per salutare la città

Grande festa ed emozione per tutti i Caffeina boys e per chiunque ha partecipato all’appuntamento. Il pomeriggio di ‘Senza Caffeina’ è incentrato tutto sulla parata finale con maschere, pupazzi e trampolieri lungo le vie di San Pellegrino. Appuntamento alle ore 17,30 a piazza San Carluccio. Ci sarà da divertirsi.
Niccolò Ammaniti si siederà nel salotto del cortile San Carluccio – ore 21,30 - per raccontare il suo libro ‘Che la festa cominci’. Scontato il tutto esaurito per lo scrittore che ha fatto innamorare, con le sue storie, un regista del peso di Salvatores. Sia ‘Io non ho paura’ che ‘Come Dio comanda’ sono infatti stati adattati per il grande schermo sotto le regia del grande maestro. ‘Come Dio comanda’ si aggiudicò nel 2007 anche il Premio Strega. In ‘Che la festa cominci’ troviamo un Ammaniti inedito per certi versi. L’autore tolta la pesantezza di testi più grevi, si è lasciato scivolare una storia impazzita che ricorda certi musical degli anni ottanta, dove tutto è esagerato e paradossale (ma non troppo). La trama, in breve, è quella di un parvenu della peggior specie, Sasà Chiatti, un immobiliarista/palazzinaro, cafone quanto non basta e megalomane all’ennesima potenza, il quale organizza una super-mega festa a Roma, a Villa Ada, sua proprietà, ed invita “Tutti i nomi che contano” del rutilante mondo dei VIP. Da seguire.
La coppia Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto onorerano questa ultima nota di Caffeina 2010 con la propria presenza a Piazza del Fosso, ore 21:30. Al centro ‘Zorro. Un eremita sul marciapiede’. Nato come testo teatrale destinato a Sergio Castellitto, cui il testo è dedicato, questa partitura sfuma nel romanzo. Un uomo del quotidiano dell’autrice viene scelto per narrare di sé, per dar voce alla propria vita. Zorro prende parola, da un palco racconta la propria vita, attraverso l’ orgoglio e la dignità di chi non chiede redenzione. Attraverso la sua rabbia torniamo alla sua infanzia, al suo primo cane, all’amico-nemico che lo priverà della compagnia a quattro zampe, fino ad arrivare alla causa della propria rovina, della perdita della propria identità di uomo, e dell’ esilio dal mondo dei “Cormorani”, degli uomini “perbene”. “Certe volte si dice che il mondo casca addosso. Si dice tanto per dire. Ma invece è vero”. Pungente e diretto Zorro, con un logoro guinzaglio al collo, percorre le strade osservando, studiando, ricordando, e costruendo un lungo monologo che vuole aprire gli occhi al lettore su una realtà reclusa nel buio antro della coscienza. Ed è proprio quel guinzaglio a rappresentare il destino, l’ artefice della fine di un uomo, un guinzaglio come un “nodo all’anima”, una nera fune che soffoca la vita e la sua dignità. Venire con la “pelle d’oca” già pronta prima di entrare nel cortile…
Nel tardo pomeriggio alle 19 a Piazza Cappella la Banda del Racconto presenta ‘Alfio sindaco!. Travagliata e poetica vita di Alfio Pannega’. Alla stessa ora, all’interno dello Spazio Libreria del Teatro, Valeria Palumbo parla del libro ‘La divina suocera’.
Da segnalare l’omaggio, ore 21:30, a Fabrizio De Andrè, eseguito dai Stazione Acustica, nello spazio del Due Righe Book Bar. Alle 22 in Piazza Cappella ‘Italia Mediterranea’, lectio magistralis di Giuseppe Conte con  musiche di Pilar e l’Ensemble Sinenomine. Nel cortile de La Zaffera, ore 22, Giulio Laurenti e Gian Maria Cervo presentano ‘Suerte’, lettura scenica in collaborazione con il ‘Festival Quartieri dell’Arte’. Alle 23, ultimo appuntamento di Caffeina 2010, con ‘Acqua Storta’, cortile san Pellegrino, Valerio Bindi e Mp5 parlano della grafic novel da romanzo di Luigi Romolo Carrino.

Pubblicato il 16-07-2010

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