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Ortaccio Jazz Festival 2010: Vasanello 15-18 Luglio - P.zza Ortaccio

Ortaccio Jazz Festival 2010: Vasanello 15-18 Luglio - P.zza Ortaccio

Prosegue il viaggio nel jazz italiano di Oj Festival. La rassegna, organizzata dall’Ass. culturale “Messico e nuvole” con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, del Comune e dell’Università Agraria di Vasanello, è giunta ormai alla 5° edizione e si annuncia anche quest’anno ricca di importanti appuntamenti con alcuni tra i maggiori interpreti della scena jazz italiana. Questa offre un panorama sempre più qualificato e variegato di tendenze stilistiche che spazia dal jazz di inizi ‘900 ed arriva fino alle più contemporanee ed innovative sperimentazioni e ricerche, passando per lo swing, il bop, l’hard bop, il free, lo smooth, e non si fa scrupoli di esplorare linguaggi musicali quali il rock, l’etnica, la classica, il folk, l’elettronica e la canzone d’autore. Non ultimo poi l’ambito specifico del jazz vocale che vanta un elevatissimo numero di professionisti di grande livello sia nel settore mainstream che in quello più contemporaneo e di ricerca. Una grande vitalità dunque che si esprime in una produzione artistica di altissimo livello e che può competere con le più innovative tendenze musicali internazionali.
L’OJ Festival, da sempre attivo nella promozione del jazz italiano, propone quest’anno un programma di tutto rispetto che si aprirà giovedì 15 luglio con il concerto di Javier Girotto accompagnato dalla storica formazione degli Aires Tango - Marco Siniscalco al contrabbasso, Alessandro Gwiss al pianoforte e Michele Rabbia alle percussioni.
Il gruppo nasce nel 94 da un idea del sassofonista e compositore argentino Javier Girotto, che ispirandosi alle proprie radici musicali e fondendole con le modalità espressive tipiche del jazz crea un terreno musicale nuovo. Facendo esplicito riferimento alla musica del grande Astor Piazzolla, Javier Girotto con Aires Tango arriva ad un repertorio di musica originale in progressiva evoluzione, sia per la natura improvvisativa che per il continuo ricambio del materiale musicale. Nel 96 esce il primo lavoro discografico degli Aires Tango intitolato Malvinas, dal nome argentino delle isole Falklands (che furono, non molti anni fa, teatro di un assurda guerra). Da allora ad oggi oltre una lunga seri di collaborazioni con musicisti come Antonello Salis, Paolo Fresu, Enrico Rava, Gianni Coscia e Peppe Servillo degli Avion Travel, anche 8 dischi incisi dallo storico quartetto. Nel 2006 esce “Trentamila Cuori” appassionato progetto di Javier Girotto e Aires Tango. Un disco che vuole essere memoria, denuncia, ricordo. Esce nel trentennale del colpo di stato militare argentino, a causa del quale sparirono nel nulla trentamila persone; intellettuali, ma anche operai, studenti, tutta quella vasta umanità progressista che in quel periodo si stava evolvendo.
Girotto aveva undici anni all’epoca, ma quel periodo della sua vita gli è rimasto nell’anima. La stessa che nel disco trasmette tutta la sua forza evocativa. Del terrore suscitato dai militari, ma anche della rabbia e della determinazione delle madri di Plaza de Mayo, del grido di Nunca más . Mai più.

Venerdì 16 luglio sul palco dell’Ortaccio Jazz si esibirà un trio di musicisti davvero straordinario. La voce di Maria Pia De Vito sarà accompagnata al contrabbasso da Enzo Pietropaoli e al pianoforte da Julian O. Mazzariello. Il progetto è un tributo a Joni Mitchell la cantante e compositrice canadese che è riuscita nell'arco della sua carriera a toccare con grande classe e raffinatezza diverse forme e linguaggi musicali, collaborando con musicisti del calibro di Hancock, Metheny, Pastorius e Mingus.
Quello di So right è un progetto davvero particolare nel quale il jazz diventa canzone e si alza lievissimo. Tra i pezzi della Mitchell (scelti col cuore e non secondo una precisa idea filologica, come ha ammesso la stessa De Vito) spiccano una toccante versione di A case of you, un'altrettanto emozionante River, una divertentissima All I Want, una bellissima Harlem in Havana e una davvero intensa Alice. I brani della Mitchell sono riproposti in arrangiamenti molto vicini all'originale, la De Vito dispiega la voce in maniera cristallina e aperta in tutto e per tutto all'altezza delle versioni originali.
So right è il frutto di un album uscito nel 2005 dalla collaborazione fra De Vito-Pietropaoli-Rea e con il contributo di Aldo Romano alla batteria.

Da sempre attento alle varie articolazioni degli stili musicali che compongono l’universo del jazz OJ Festival presenta sabato 17 luglio colui che si autodefinisce il “Re dello swing” ovvero Emanuele Urso musicista dotato di eccellenti qualità tecniche e musicali sia come batterista che come clarinettista, nonchè grande direttore d'orchestra e arrangiatore. La sua concezione della musica è totalmente rivolta al Jazz della Swing Era (Stati Uniti 1935-45) musica della quale Emanuele è sicuramente oggi il maggior cultore e rappresentante a livello europeo. L'instancabile impegno, la ricerca della perfezione e la grande professionalità sono qualità che gli hanno permesso di conquistare il titolo oggi universalmente riconosciuto di "Re dello Swing". Il complesso di Emanuele Urso è attualmente l’unica formazione in Italia a suonare la musica Swing (Benny Goodman, Gene Krupa, Glenn Miller, Lionel Hampton) negli arrangiamenti di maggior successo. Tutti professori d’orchestra e virtuosi dei loro strumenti, i componenti del gruppo sono tra i più prestigiosi musicisti di Swing in Italia. Con tale formazione Emanuele ha partecipato a proprio nome ai maggiori Festivals Italiani ed Internazionali tra cui ricordiamo Ascona (Svizzera),Edinburgo (Scozia), Marciac (Francia), Umbria Jazz,Sardegna Jazz e altri. Urso salirà sul palco dell’OJ accompagnato da Antonio Pierri – Vibrafono, Adriano Urso – Piano, Filippo Delogu – Chitarra, Alessio Urso – Contrabbasso, Francesco Bonofiglio – Batteria.

Concerto di chiusura con una star davvero internazionale. Domenica 18 luglio il magico sax di Francesco Cafiso sarà ospite della serata conclusiva di OJ Festival.
Per l’occasione, accanto al ragazzo prodigio di Vittoria (RG), sul palco ci sarà un'altra giovane certezza del jazz italiano: il pianista Dino Rubino che, pur suonando tradizionalmente anche la tromba, in questa occasione si esibirà solo al pianoforte, assecondando un Cafiso ancora inebriato dalla trasferta negli Stati Uniti, dove, su invito di Wynton Marsalis ha partecipato al concerto per l'insediamento del Presidente Barack Obama alla Casa Bianca e al Martin Luther King Jr. day. L’eccezionale duo interpreterà alcuni standard immortali della storia del jazz arrangiati in maniera personale, inframmezzati con brani composti dallo stesso Cafiso, spaziando dal blues allo swing fino ad arrivare a momenti free: una musica aperta a 360 gradi che sa muoversi facilmente dalla tradizione al jazz più moderno. Francesco Cafiso, scrollatosi di dosso l’immagine del fenomeno, sta ampiamente dimostrando di essere un musicista di spessore. Il suo linguaggio jazzistico, infatti, impregnato di mainstream e be boop, è sempre più impreziosito da fraseggi carichi di virtuosismi da artista navigato. Ad esaltare la qualità delle esecuzioni c'è poi l’apporto prezioso di Dino Rubino, musicista raffinato e sensibile, mai relegato al ruolo di semplice supporto. Una delle caratteristiche che distingue il Duetto è la strepitosa potenzialità e sinergia di ciascuno di essi e la capacità individuale di ascoltarsi creando un vero e proprio dialogo tra gli strumenti. Anche in questa occasione Francesco Cafiso non mancherà di confermarsi capace di momenti di intenso lirismo, ormai tipici del suo grande talento, rivelandolo un musicista che ha il jazz dentro la sua anima e che sa vivere emotivamente la musica che suona. Per i pochi che ancora non lo conoscessero, Francesco Cafiso è uno dei talenti più precoci nella storia del jazz: già a nove anni muove i primi passi facendo esperienze con musicisti di fama internazionale. Decisivo per la sua carriera è l’incontro, nel Luglio del 2002 con Wynton Marsalis che, stupito dalle sue qualità musicali, lo porta con sé nell’European tour del 2003. Da allora Francesco ha suonato nei Jazz Festival e nei Jazz Club più importanti del mondo. Trasferitosi per un apprendistato musicale a New Orleans, ha suonato con Ellis Marsalis, Jason Marsalis, Thadeus Richard, Bob Franch, Maurice Brown e con molti altri importanti musicisti del luogo ricevendo, contemporaneamente, delle speciali lezioni da Alvin Batiste. Ha suonato inoltre con: Hank Jones, Cedar Walton, Mulgrew Miller, Ronnie Matthews, Jimmy Cobb, Ben Riley, Ray Drummond, Reggie Johnson, Doug Sides Lewis Nash, James Williams, Joe Lovano, George Mraz, Joe Locke, Enrico Rava, Gianni Basso, Dado Moroni, Franco D’Andrea e moltissimi altri italiani ed americani. Il 17 luglio del 2009, Umbria Jazz lo ha nominato "ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo".Dino Rubino è un altro impressionante talento precoce del jazz italiano, che alla tromba alterna il pianoforte. Nel 1996, all’età di 15 anni, ha frequentato i seminari di Siena Jazz tenuti da Paolo Fresu ed Enrico Rava. Due anni dopo vince il concorso Nazionale ”Massimo Urbani”. Enrico Rava ha dichiarato: Tra gli “ancora sconosciuti” mi viene in mente un trombettista siciliano di nome Dino Rubino, che ritengo migliore di tutti noi. A 20 anni la decisione di mollare la tromba per ricominciare lo studio del pianoforte. Ha suonato con: Enrico Rava, Gianni Basso, Flavio Boltro, Franco Cerri, Salvatore Bonafede, Rosario Giuliani, Roberto Gatto, Pietro Tonolo, Dado Moroni, Giovanni Amato, Bruce Forman, Valery Ponomarew, Steve Grossman, Eddy Enderson, Lester Bowie.di lavoro musicale e di amicizia.

I concerti saranno ad ingresso gratuito ed avranno inizio alle ore 22,00 nella suggestiva Piazza Ortaccio nel cuore del centro storico di Vasanello.
Come ogni anno sarà possibile cenare direttamente in piazzetta e degustare una selezione dei migliori vini di quattro, una per ogni serata, case vinicole del centro Italia.

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Pubblicato il 23-06-2010

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