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Bomarzo

Il centro storico di Bomarzo si allunga su un crinale tufaceo dominato dal palazzo Orsini, ricostruito agli inizi del Cin­quecento, su progetto di Baldassarre Pe­ruzzi, da Corrado Orsini e dal figlio Pier­francesco (detto Vicino). Nell'interno (oggi sede del Comune), la sala del Consiglio propone, nella volta, un pregevole affresco barocco di Lorenzo Berrettini da Cortona (1660-1662), raffigurante il Trionfo della pace sulla guerra. Dalle terrazze e dalle finestre si spazia con lo sguardo su un pa­norama di rara bellezza e sul sottostante "Sacro Bosco" che costituisce una delle mete turistiche più singolari della Tuscia Viterbese. Nella vicina parrocchiale (ristrutturata nel XVI sec. e successivamen­te modificata) si conservano un sarcofago longobardo, alcuni affreschi cinquecen­teschi e l'urna con le reliquie di Sant'Anselmo.

La chiesa del Cristo Risorto (situata nella parte nuova del paese) presenta un ciclo di pitture contemporanee (olio su te­la) raffigurante la Via Crucis, opera del viterbese Felice Ludovisi.

Il museo delle sculture, in un magazzino del palazzo Orsini, accoglie oltre cento sculture iperspaziali di Attilio Pierelli, realizzate dal 1960 ad oggi, fra cui l'Ipercubo la Superficie a cuspide e T.E.S. T., l'opera che viene assegnata ogni tre anni all'autore della più importante ricerca dell'astrofisica al "Marcel Grossman Meeting". 

Il “Sacro Bosco”
Meglio conosciuto come "Parco dei mo­stri", il "Sacro Bosco", sorge a circa un chilometro dall' abitato, nel pendio sottostante il castello. L'autore di questa creazione in­consueta, realizzata nella seconda metà del Cinquecento, è Pier Francesco Orsini, originale ed eclettico personaggio del Rinascimento italiano. I "mostri" sono ricavati nei massi di pietra vulcanica sparsi in tutto il parco senza un preciso piano organico, se­condo gli spunti offerti dagli elementi fisici del posto. Tuttavia l'unità dell'insieme è as­sicurata dall'inquieta ricerca dello strava­gante e dal costante raffronto dell'artificiale con la natura circostante.
Le realizzazioni plastiche del complesso bomarzesco rivelano la predilezione dell’Orsini per la forma aperta, in cui l'occhio incontra visuali sempre apparentemente fortuite e confermano la sua passione per espres­sioni artistiche di diversa provenienza, inusitate per la cultura italiana del Cinque­cento, che si collocano in una posizione deci­samente avanzata verso il Barocco.
Fra le manifestazioni figurative, che fanno del "'Sacro Bosco" un unicum tipolo­gico, quelle che impegnano maggiormente la sensibilità del visitatore sono: il Tempietto (di stile dorico, a forma ottagonale, dedicato alla moglie Giulia Farnese), il Mascherone (il mostro più emblematico con naso rincagnato, occhi vuoti ed enorme bocca spalancata, nel cui interno è ricavata una stanza), l'Elefante in battaglia (che rivela uno spiccato riferimento all'arte orientale), il Drago in lotta coi veltri (evidenti gli influssi asiatici), la Donna opulenta (dalle enormi proporzioni, che sorregge un vaso sulla testa), Nettuno (che appoggia il dorso nudo a ridosso di muro ciclopico), la Casetta inclinata (si avverte il compiacimento per il disprezzo dei limiti della regola), la Tartaruga (gigantesca scultura sormontata da un'armoniosa figura musicale), il Gigante (significative le forzature anatomiche metriche), la Maschera demoniaca (sorregge il globo decorato dai simboli araldici degli Orsini). Il parco è sempre aperto, dall'alba al tramonto (ristorante sul posto e attrezzature per il picnic). Lo scrittore argentino Manuel Muijca Lainez ha dedicato a Bomarzo un romanzo storico (Rizzoli,1962).


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Informazioni generali
Bomarzo


Abitanti: 1450
Come arrivare a Bomarzo:
Da Roma, via Cassia fino a Viterbo e proseguimento per Bomarzo. Dall'autostrada del Sole, uscita al casello di Attigliano.
Distanze:
Viterbo Km. 22.. Roma Km. 93 Firenze Km. 196. Siena Km. 150. Perugia Km. 106. Orvieto Km. 39. Mare (Tarquinia) Km. 62.



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